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attività clinica

AREA DELL'ETA' EVOLUTIVA

 

Assessment - Psicologia dell'età evolutiva

L’assessment psicologico è la raccolta e integrazione di dati ai fini di una valutazione, decisione o indicazione per l’intervento (APA Dictionary of Psychology, 2007). L’Assessment in età evolutiva, permette l’individuazione di disturbi dello sviluppo, di presenza di ritardo mentale o di un disagio comportamentale o emotivo che il bambino (o l’adolescente) può manifestare a scuola o in famiglia. Se l’assessment è precoce, è spesso possibile attivare interventi educativi e terapeutici efficaci.

 

Intervento - Età evolutiva

L’intervento è l’esito naturale dell’assessment psicologico. Esso si concretizza in percorsi educativi individualizzati e in processi abilitativi finalizzati al recupero parziale o totale di una funzione, che si esplicano tramite attività di training, strumenti compensativi, giochi educativi.

 

Il ruolo della psicologia e della neuropsicologia

nei disturbi diagnosticati nell’infanzia e nell’adolescenza

 

Gli studi di psicologia dell’età evolutiva hanno evidenziato molteplici varianti di tipo ambientale, situazionale e costituzionale che possono indurre distorsioni di ordine patogeno nel processo di crescita dei bambini compromettendo il normale sviluppo emotivo, relazionale e sociale. In particolare, la neuropsicologia si occupa della valutazione del grado di compromissione delle funzioni specifiche quali linguaggio, attenzione, percezione, cognizione e comportamento e della diagnosi e del trattamento riabilitativo del bambino. I fattori interni si riferiscono alle condizioni neuropsicologiche che sottendono gli apprendimenti in età evolutiva. L’attività clinica in psicologia dell’età evolutiva richiede un forte impegno degli psicologi sia in fase di diagnosi, che in fase di intervento, il quale deve saper spaziare dal potenziamento cognitivo al sostegno emotivo del bambino e dell’ambiente familiare e scolastico nel quale è inserito.

 

Le attività che uno psicologo può svolgere in ambito evolutivo sono, nell’ordine:

 

1Formazione degli insegnanti alle attività di Prevenzione che mirino al consolidamento dei comportamenti didattici adeguati al potenziamento cognitivo. Lo psicologo può proporre e supervisionare screening capaci di individuare eventuali bambini a rischio e progettare percorsi di intervento direttamente con bambini ed insegnanti nel contesto scolastico
2Diagnosi e attività riabilitative. In questo contesto lo psicologo lavorando direttamente con il bambino effettuerà un sostegno cognitivo, favorendo i processi di percezione, attenzione, intelligenza, memoria, pensiero, immaginazione, linguaggio, coscienza e un sostegno affettivo- relazionale prestando attenzione agli stati d’ansia da prestazione, senso di inadeguatezza e disistima, atteggiamenti di evitamento e rifiuto dell’apprendimento, comportamenti problematici (aggressività)
3Sostegno alla genitorialità in quanto la funzione genitoriale non equivale semplicemente ad un’insieme di pratiche educative riguardo al modo di allevare i figli, bensì essa si configura come qualcosa di più complesso, che comporta delle specifiche abilità che si apprendono con il tempo e grazie ad una riflessione sul proprio stile educativo genitoriale

 

I principali disturbi diagnosticati nell’infanzia e nell’adolescenza sono:

  • Disturbo d’ansia di separazione
  • Disturbi del sonno

 

L’intervento in età evolutiva prevede:

  • Presa in carico globale (diretto coinvolgimento dei genitori, della scuola e di tutte le altre figure di riferimento)
  • Pianificazione del progetto abilitativo/riabilitativo individualizzato condiviso e concordato con i genitori